Un richiamo ancestrale, il passato che ritorna, la
mente che trascina il corpo sulle tracce di un’infanzia perduta, sui
luoghi di una storia irrisolta… L’acqua può ricordare? E le rocce
possono ricordare? Sul filo del Tempo, il viaggio di S. diventa un
viaggio nella memoria – memoria di luoghi persone odori sensazioni,
memoria che è fatta della stessa sostanza dei sogni. Memoria e sogno
saranno davvero due cose diverse? “O io sono ancora quella bambina che
sognava il Cane dei Monti, e tu mio padre che mi rimboccava le coperte
e mi dava il bacio della buonanotte?”
Regia di Matteo Fontana |